Come fanno i professionisti: still life da copertina

Continua la serie di video su come operano i fotografi professionisti.

In questo caso il video è tratto da Vimeo, e contiene interessanti attimi su come si crea un still life per la copertina di una nota rivista per Mac, Macworld Usa.

iPhone Copertina Macworld realizzata da Peter Belanger, video pubblicato su Vimeo.

Nel video si notano diverse cose interessanti.

SET

  • Sul set vi é una continua ricerca di proteggere il prodotto da luci parassite (che inizia inibendo qualunque luce naturale proveniente da finestre o porte).
  • In questo caso sono stati utilizzati diffusori (appositi pannelli traslucidi in telato), invece di bank, questo perché sono stati utilizzati molti punti luce, oltre a non voler esagerare con l’effetto soft.
  • Alla fine sono arrivati a disporre ben 7 punti luce (teste flash con parabola comandate da generatori) che con potenze differenti, posizioni adeguate e filtraggio e/o riflessione appropriate permettono di ottenere il risultato cercato.
  • Il set é in continua trasformazione, fatto conseguente alle scelte di modifica del risultato visualizzato su una postazione appropriata (computer e monitor adeguato), montata su un carrello mobile.
  • La continua verifica a monitor oltre che dal vivo della posizione della luce e dei riflessi sull’oggetto.
  • Infine l’ordine della sala di posa, che anche durante il lavoro, e ad ogni cambiamento effettuato, non ha mai impedito l’accesso al set agli operatori.

POST-PRODUZIONE

  • La pulizia delle microimperfezioni e della polvere microscopica che non si sono potuti rimuovere dal vero.
  • Questo è stato possibile con selezioni multiple e precise, e lo smontaggio e ricostruzione in livelli separati dell’oggetto per permettere anche l’inserimento di immagini nei monitor degli iPhone (dal vero non si fotografano le schermate dei monitor, in quanto il risultato è decisamente pessimo).
  • L’ombra riportata é sempre più spesso modificata pesantemente e/o ricreata direttamente in post-produzione, in seguito a scontorno.
  • Il tutto coadiuvato dall’uso continuo della tavoletta grafica (che è presente anche sul set di scatto, ed anche dopo in fase di impaginazione grafica); questo é l’unico strumento che permette una qualità elevata nella produzione digitale fotografica o grafica.
  • La prova definitiva viene effettuata ponendo l’oggetto ripreso, il cui sfondo e reso trasparente da una maschera di ritaglio, sopra ad un “colore ideale”.

IMPAGINAZIONE

  • La realizzazione della copertina di una rivista è sempre una lotta in quanto si deve rispettare delle regole di base per renderla sempre leggibile anche se si è costretti a riempirla di informazioni; queste sono scelte obbligatoriamente dalla redazione e dalla direzione della testata. Farlo è davvero difficile ed improvvisarsi impaginatori potrebbe anche distruggere tutto l’ottimo lavoro fotografico o redazionale fin qui effettuato. Essere un professionista della grafica o della fotografia è anche questo: soddisfare le richieste senza creare qualcosa di pesante ed illeggibile, pur rispettando le richieste del cliente o dell’azienda per cui si lavora.
  • Le prove sono tante, nel caso di una foto come questa, che entra a far parte della grafica ben più di una foto che ne riempirebbe appieno la pagina, o di una semplice stampa da appendere. Spesso una foto realizzata per una copertina deve considerare il fattore di occupazione spazio del titolo della rivista e del testo dei contenuti, lasciando appositi spazi vuoti nel contorno del oggetto principale.
  • Perciò il taglio della composizione è stato modificato da quello ripreso volutamente in maniera più ampia rispetto a quello che necessitava la redazione.
  • Il continuo cambio di colori e disposizione di testi è conseguente anche a continue richieste della redazione e direzione della rivista. Ciò va avanti fino al momento della stampa finale, tant’é che quello che esce dalla scatola arrivata allo studio è diverso da ciò che sembrava l’impaginato definitivo in questo video.

L’attrezzatura utilizzata in scatto è stata dorso Phase One P65+ su banco ottico Sinar e luci flash con generatori Profoto Pro-7 e stazione Apple Mac Pro con monitor Apple.

Anche tutta la post-produzione e l’impaginzione è stata fatta su stazioni Apple Mac Pro con monitor Apple.

Ulteriore curiosità è che tutto il video ripreso con la tecnica “stop-frame” (con scatti distanziati di 30″), è stato realizzato con un Canon 24-70 1/f2,8 su una Canon 5D Mark II.

Buona visione.

Autori: kOoLiNuS

È un giovane padawan dell'arte dei SysAdmin - precario - presso un Istituto di ricerca al C.N.R. di Bari. Alla bisogna svolge attività di consulenza ICT per piccole e medie imprese. È infine un social networker attivo e "presente" dal 2000. Dal 2012 collabora attivamente con Tevac, gestendone il Network di blog, e scrivendo per alcuni di essi. Il suo spazio personale è Delicious Stark

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