Appunti sul Fotogiornalismo: La Questione Italiana

Questo seminario che si svolgerà il 24 aprile a Roma, grazie a quattro realtà impegnate nel mondo della fotografia (Punto di Svista – Arti visive in ItaliaOfficine FotograficheIl FotografoCultFrame – Arti Visive), lo ritengo davvero imperdibile, per tanti giovani fotografi ed appassionati del reportage e del fotogiornalismo che vivono nella zona di Roma, ma anche per quelli più lontani ma che lavorano o vorrebbero lavorare in questo ambito fotografico. Dico questo per le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori a prepararlo e per l’effettiva situazione “quasi ridicola” del fotogiornalismo italiano. Uno specializzazione quasi estinta e, ad oggi, formata da impreparati o da improvvisati, in cui quelli bravi e preparati lasciano ogni giorno o hanno già lasciato questa branca del mestiere del fotografo.

Ho letto il comunicato stampa, ma con dispiacere non ho trovato la citazione a quello che per me è il problema che più di ogni altro mina ed ha minato questa parte della professione, e che in gran parte l’ha fatta morire. Sicuramente il sensazionalismo è un problema (specie quello sulle disgrazie altrui), ma dal tempo degli strilloni da strada è parte integrante di questa realtà dei media non solo cartacei: più la urli e più fa notizia.

Il vero problema, anzi i due problemi, ma che sono uniti quali un unico filo sono:

1. La svalutazione di questo mestiere, in cui i giornali acquistano foto nel mucchio, senza avere punti di riferimento fotografici quali firme dello loro testate. Non esistono più fotografi dipendenti da giornali, ma solo freelance o più spesso agenzie di massa o meglio “foto-discount”. Non può sopravvivere un mestiere, in cui giornali e gli editori acquistano, anzi meglio dire rubano foto scarse da scarsi occasionali fotografi che con il loro foto-cellulare erano casualmente presenti all’evento casuale; o come sopravvivere a fotoamatori, anche evoluti con tanto di costosi mega-attrezzi, ma che nel nome della vana gloria di pubblicare, regalano le loro immagini perché non sanno prezzare e fare apprezzare la loro foto.

A questi mi permetto di dire: Una foto che ha valore monetario nullo, è una foto che vale nulla anche come contenuti. Se nessuno è disposto a pagare per pubblicare la vostra “sensazionale” foto su una giornale o rivista, allora significa che tale foto non ha alcun motivo di essere pubblicata, perché nessuno l’ha davvero apprezzata, ne voi che la svendete ne chi la prende che se non è disposto a valorizzarla.

Mi permetto inoltre di dire a coloro che acquistano immagini a valore zero: furbi a risparmiare sulla stupidità altrui, furbi a prendere foto casuali e buttarle in mezzo a altrettanto casuali e scarsi articoli. Facendo così voi stessi svalutate il vostro lavoro, in un periodo in cui la differenza dal mucchio la fa solo chi ha contenuti originali e belli; Se poi non paghi una foto non hai nessun diritto di averne l’esclusiva, idem se la paghi poco. A voi dico anche, nel fotogiornalismo sono rimaste nella leggenda foto piene di contenuti, voi sarete dimenticati perché siete contenuti vuoti con foto vuote. Non è profetismo, ma semplice constatazione della realtà.

2. La mancanza di un Albo vero e di adesioni obbligatorie a esso, una professione non sarà mai vera se non è regolamentata. Se non è regolamentata, non è sostenibile ne difendibile da parassiti o da chi ha interessi a farla svalutare per schiavizzarla a suo piacere. Mi ricordo quando nei giornali c’erano i fotografi, i giornalisti, qualche fotogiornalista. I grandi giornalisti scrivevano grandi articoli pensati e coinvolgenti, perché vivevano per questo; i fotografi scattavano scoop e grandi foto, venendo inviati nei luoghi dove si potevano fare vere e grandi foto, e con il loro mestiere sapendo dove e perché essere in un evento; qualche bravo fotogiornalista faceva entrambe le cose, che spesso trovavamo in settimanali o mensili carichi di contenuti.

Ora invece nessun vero obbligo ad appartenere ad una categoria di professionisti certificati, l’epoca dei “pubblicisti occasionali”, così neppure il giornalista ha più un lavoro dipendente.

Un’epoca in cui ha immensamente più potere il taxista che sciopera che il giornalista che sciopera… Per non parlare del fatto che nessuno prenderebbe in considerazione il fotografo che sciopera per i suoi diritti e per il diritto a fare bene questo lavoro.

Fare il fotografo per lavoro non è improvvisazione, ma esperienza ed applicazione continua, e come tale va sostenuta anche monetariamente.

Per fortuna questo interessante evento permetterà di parlare con e tra professionisti del giornalismo fotografico, incluso il libero dibattito e la possibilità di dire la propria per chi sarà presente.

[COMUNICATO STAMPA] – Officine Fotografiche, Punto di Svista, Il Fotografo, CultFrame – Arti visive

INVITANO

fotografi, fotogiornalisti, critici, giornalisti, operatori culturali, associazioni fotografiche e addetti ai lavori a partecipare all’incontro nazionale

APPUNTI SUL FOTOGIORNALISMO: LA QUESTIONE ITALIANA

24 APRILE 2010 – Ore 10.00 – 19.00
ISA – Istituto Superiore Anticendi
Via del Commercio 13, ROMA

Si svolgerà il 24 aprile 2010 “Appunti sul fotogiornalismo: la questione italiana”, una giornata dedicata alle problematiche relative al fotogiornalismo in Italia.

A organizzare l’evento sono le associazioni culturali Officine Fotografiche e Punto di Svista e le testate giornalistiche Il Fotografo e CultFrame-Arti visive.
Le quattro realtà culturali che operano sul territorio italiano nel mondo dell’organizzazione di mostre e seminari e in quello del giornalismo fotografico e della critica intendono proporre al mondo della fotografia italiana, ai fotografi professionisti, agli appassionati una riflessione pubblica sulla situazione odierna del fotogiornalismo in Italia.

L’esigenza di questo incontro, aperta alla partecipazione e agli interventi dei fotografi provenienti da tutte le parti d’Italia, nasce dalla presa di coscienza di una deriva visuale legata all’informazione e ai mass-media del nostro paese sempre più dannosa sia per la fotografia in generale che per il rapporto tra giornalismo e documentazione visiva di fatti ed eventi. L’impressione, infatti, è che si sia sempre più spostato il baricentro del fotogiornalismo dallo spirito di servizio legato alla notizia alla spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza dei diseredati e degli emarginati della terra.

A discutere, con il pubblico presente, su fotogiornalismo, etica e valori comunicativi, guidati dal direttore di CultFrame – Arti visive, Maurizio G. De Bonis, e dal direttore de Il Fotografo, Sandro Iovine, saranno addetti ai lavori: fotografi, giornalisti, critici, organizzatori e operatori del settore, tra questi Giorgio Cosulich, fotografo e docente, Leo Brogioni, fotografo e docente di fotogiornalismo, Emanuele Cremaschi, fotogiornalista, Alessandro Grassani, fotogiornalista.

L’inizio dei lavori è fissato per le ore 10.00 con lo spazio dedicato ai relatori invitati, i quali interverranno con approfondimenti relativi ai propri ambiti professionali, usufruendo anche di supporti audiovisivi. In particolar modo, i fotografi presenti affronteranno i punti centrali della pratica fotogiornalistica e delle relative conseguenze di carattere professionale. Il tutto in relazione alla situazione del mercato dell’informazione italiana e attraverso esempi concreti della loro esperienza sul campo.
Il dibattito proseguirà il pomeriggio attraverso un dialogo tra i relatori e con l’assemblea durante la quale tutti i presenti potranno avanzare suggerimenti, idee e proposte sulla base delle questioni sollevate dai relatori e anche in funzione del successivo appuntamento previsto per il 2011.

INFORMAZIONI:
Giorno: 24 aprile 2010, ore 10.00 – 19.00
ISA – Istituto Superiore Anticendi – Via del Commercio 13, ROMA
(Zona Ostiense, Metro Piramide, Linea B)
INGRESSO LIBERO

PROGRAMMA:
10.00 – 13.00: interventi dei relatori
13.00 – 15.00: pausa
15.00 – 19.00: dialogo tra i relatori e il pubblico presente e assemblea

CONTATTI:
Punto di Svista: puntodisvista@gmail.com
Officine Fotografiche: info@officinefotografiche.org
Il Fotografo: ilfotografo@sprea.it
CultFrame – Arti Visive: redazione@cultframe.com

RIFERIMENTI ONLINE:
Punto di Svista – Arti visive in Italia
Officine Fotografiche
Il Fotografo
CultFrame – Arti Visive
Fotografia: parliamone!

Autori: kOoLiNuS

È un giovane padawan dell'arte dei SysAdmin - precario - presso un Istituto di ricerca al C.N.R. di Bari. Alla bisogna svolge attività di consulenza ICT per piccole e medie imprese. È infine un social networker attivo e "presente" dal 2000. Dal 2012 collabora attivamente con Tevac, gestendone il Network di blog, e scrivendo per alcuni di essi. Il suo spazio personale è Delicious Stark

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