Polaroid GL30, l'istantanea ritorna

by Stupiddope.com

Polaroid una ventina di giorni fa ha presentato al CES 2011 di Las Vegas, in pompa magna e con una madrina d’eccezione, Lady Gaga, la rinascita di un remake, tanto vintage d’aspetto ed approccio, quanto attuale come tecnologie contenute: l’istantanea Polaroid GL30, e che una camera Polaroid lo sembra davvero!

L’aspetto è davvero simile ad una vecchia fotocamera Polaroid SX e la farà apprezzare dagli appassionati del genere, in un mondo che ha quasi una nostalgia viscerale del passato (non solo in fotografia), dove rispuntano o rinascono marchi e prodotti che spesso erano stati scartati ai loro tempi, in parte per la bassa qualità e l’affidabilità pari a zero, e dall’altra perchè in generale si preferiva la qualità ricercata all’artista in massa… Ma di questo ne parleremo in un altro momento.

Torniamo al prodotto e all’idea che ci sta dietro… Beh, innanzi tutto l’idea pare partire dalla stessa madrina Lady Gaga che si propone come co-ideatrice e direttore creativo (…è nota per inserirsi in mercati distanti da quello che l’ha resa famosa) di questo prodotto e di altri due, per una nuova famiglia di gadgets marchiati Polaroid.

Dei tre prodotti, che inaugurano la linea Polaroid Grey Label, il GL10 é una stampante portatile (auto-alimentata con tecnologia Zink®, per stampa istantanea 3×4″/7,5x10cm, con con colori cristallizzati nella carta e quindi senza cartucce d’inchiostro, che sarà disponibile da Maggio 2011 al costo di 149$), il GL20 sono occhiali con una fotocamera&monitors integrati (giganteschi come vuole la tendenza attuale), infine il GL30 su cui ci concentreremo dato che è il più interessante secondo il mio punto di vista.

Finalmente Polaroid torna con un prodotto accattivante e non succedeva da parecchio, anzi da troppo; e dire che nel mondo della fotografia era sempre stata la più innovativa, nonostante il recente fallimento; ad esempio ha lanciato e sostiene a forza la tecnologia Zink® che permette di stampare su carta senza bisogno d’inchiostri e cartucce e che viene utilizzata anche in questa GL30, in cui si integra piacevolmente e dando la sensazione tanto amata in questo periodo di “farsi una polaroid”, perché l’effetto, pratico e visivo, è quello.

Fortunatamente Polaroid non si è fermata solo al ricordo, perché ha dotato quest’oggetto dal sapore e dall’estetica retrò di tutti comfort delle moderne attrezzature, ma lasciando il gusto di sentirsi amanti della fotografia di tempi andati; per cui vi troviamo:

• Il supporto di acquisizione dell’immagine è un sensore digitale integrato, di cui non sono ancora noti dati tecnici e qualitativi. Magari sarà un rinnovato Foveon X3 (ora di Sigma) per colori veri e vibranti (di cui Polaroid ha fatto già uso), cosa questa che la differenzierebbe dalla tanta concorrenza e giustificando un prezzo che non si prospetta economico.

• L’immagine digitale ripresa è salvabile su scheda di memoria (non è indicato su che tipo di scheda, ma è probabilissimo si usi l’ormai onnipresente SD), quindi esportabile, condivisibile sul web e stampabile anche a posteriori nel modo preferito (la fessura d’inserimento sembra nascosta dietro uno sportellino a sinistra, lo stesso che forse racchiude anche una connessione USB).

• Un bel monitor di ripresa, che forse non fa vintage, ma è ben integrato con la forma dell’oggetto, e non è neppure ingombrante nonostante sia ruotabile (perfetto quindi per gli autoscatti e gli scatti difficili) e scompaia a filo nella stessa fotocamera, il cui retro è ricoperto da una stilosa finitura pelle o similpelle (questa è presente anche nel sottofondo) davvero piacevole. Certo manca completamente un mirino galileiano, ma credo che il mercato degli accessori, non mancherà di fornirci, anche tramite terze parti, un mirino più classico ed in stile da applicare.

• Dell’obiettivo non si sa nulla, ma a vederlo pare fisso (medio grandangolare) e sembra davvero quello “plasticoso” delle vecchie Polaroid. Mi auguro che permetterà, con appositi filtri software, di “peggiorare la qualità” di ripresa (peggiorare, avete letto bene) e di inserire un bel po’ di “vignettatura artistica” e varie “aberrazioni alternative”, insomma di fare felici tutti quelli che cercano foto d’altri tempi. Noto che ci sono, appena dietro il monitor, due pulsanti “+” e “-“, ma questo non da certezze che ci sia uno zoom ottico.

• Non manca il flash integrato, piccolo e laterale, stranamente allineato con l’ottica, che certo s’integra bene esteticamente, ma qualche dubbio sulla resa lo mette (…occhi rossi e ombre riportate).

• I pulsanti per menù e settaggi sono normalemnte nascosti alla vista nella vasca che contiene lo schermo, questo immagino sia stato fatto per un fattore estetico. Risultano contenuti come quantità a tutto vantaggio, in questo caso, di dimensioni adeguate all’uso e si spera di un buona interfaccia operativa.

• La stampante integrata con la sua bella fessura d’uscita, ricorda bene il passato analogico di Polaroid. È una Zink® (di seconda generazione), quindi a “zero inchiostri”, che non necessita di cartucce, ma usa fogli appositi in cui il colore è “latente” (sotto forma di cristalli) e appare solo al momento del trattamento con micro radiazioni che attivano gli stessi cristalli durante il trattamento a secco. Insomma una tecnologia moderna, ma con effetto antico. Il peccato semmai, specie per gli amanti del genere, e che non stampi foto quadrate 10x10cm con bordo come le vecchie polaroid, ma non si può chiedere la Luna… Almeno per ora e salvo che non ci sia un’opzione software, però a discapito della dimensione finale.

• Frontalemente notate i quattro gommini agli angoli per appoggio, perfetti per posizionare la camera e visionare comomente le foto riprese.

• La batteria è integrata e si ricarica tramite presa plug-in e caricabatterie esterno. Forse non molti gradiranno questa cosa, vedendola come un limite, ma ormai durano talmente tanto, che la cosa sta diventando un costume di molti produttori. Comunque sia sul fondo, che sul topcase, della macchina sono presenti 4 viti a brugola per l’apertura della stessa. Solo per chi se la sente ed a proprio rischio!

Finiture e design, sono i più azzeccati, si perchè diciamocelo, come Apple insegna questi contano più di ogni altra cosa per vendere ed avere successo!!!! Qui si è scelto l’aspetto proveniente dal passato, più o meno recente (un po’ anni ’70 e un po’ anni ’90), e soprattutto dal proprio passato, perchè ricorda davvero tanto sia nella forma, che nei materiali e finiture, alcune vecchie Polaroid istantanee, ma riuscendo ad inserire in maniera naturale le modernità e funzioni attuali; un po’ come la vecchia e la nuova Fiat 500 (altro bestseller del “vintage style”). Forse bisognerebbe dire grazie a Lady Gaga o forse in Polaroid si sono risvegliati dal torpore, ma quelle finiture retrò e dal bell’aspetto (sperando che siano altrettanto piacevoli al tatto), come anche l’asola ed il laccio in pelle, quelle righe laterali che ricordano un soffietto sono davvero belle e fuori dal coro. Infine non dimentichiamo la griglia frontale nera e la carrozzeria in metallo satinato.

• La macchina si impugna “diversamente”, ovvero si tiene in orizzontale con il maggior peso e la sezione sbilanciata in avanti, a pensarci forse sarà scomoda, ma prima di una valutazione occorrerà prenderla in mano e scattare… Già scattare! Il pulsante di scatto? È quello a fianco del “+” e del “-“, se è quello (anche se sembra il pulsante di accensione) sembra davvero inusabile, oppure è altrove? Nel caso ditemi voi, io non lo vedo proprio…

Insomma, il prodotto mi piace per il suo appeal, anche se tecnicamente non si sa ancora nulla (anche della commercializzazione che é annunciata per fine 2011), credo che troverà degli estimatori e potrebbe essere un buon rilancio per un marchio che tanto ha dato alla fotografia.

Qui trovate il video relativo di MediaWorldChannel.

Autori: kOoLiNuS

È un giovane padawan dell'arte dei SysAdmin - precario - presso un Istituto di ricerca al C.N.R. di Bari. Alla bisogna svolge attività di consulenza ICT per piccole e medie imprese. È infine un social networker attivo e "presente" dal 2000. Dal 2012 collabora attivamente con Tevac, gestendone il Network di blog, e scrivendo per alcuni di essi. Il suo spazio personale è Delicious Stark

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